martedì 30 giugno 2026

Via Riva Fonda

martedì 30 giugno 2026 - Good Morning Caldiero 

Condivido e faccio mio il contenuto della lettera dell’amico Flavio, che qui riporto integralmente, ma che apparirà anche sul giornale caldierese L’EXTRA di luglio ’26. 

Spero che in questo appiattimento di valori e contenuti, ci sia qualcuno che levi fermamente la voce perchè non tutto sia lasciato a una forma di progresso che va a estirpare il nostro passato e la nostra storia. 


Oggetto

Il rifacimento dell'area di sosta e del capitello storico: 

 una ferita all'identità urbana.

Gentile Direttore, 

desidero porre all’attenzione dei Suoi lettori alcune considerazioni critiche in merito al recente intervento di rinnovo urbanistico che ha interessato l’area triangolare di sosta sita in via Riva Fonda, uno spazio delicato che custodisce un capitello storico particolarmente caro alla nostra comunità.

Se da un lato non si può che accogliere con favore l’interesse delle istituzioni verso il decoro e la riqualificazione urbana, dall'altro non si può tacere la netta discrepanza tra le dichiarate intenzioni di "congruenza" architettonica e la realtà dell’opera realizzata. Il precedente assetto dell’area, risalente a quarant’anni fa, non era affatto privo di pregio, ma esprimeva un preciso valore testimoniale e progettuale: l'utilizzo del mattone a vista costituiva un colto e voluto richiamo filologico alla vicina fornace storica e alla base del capitello stesso, come rimarcato dal pittore Gonzato. Quel progetto declinava la tradizione manifatturiera locale in chiave moderna, offrendo uno spazio coerente, simmetrico e funzionale al decoro e alla sosta.

Il nuovo assetto, al contrario, introduce una profonda frattura identitaria e funzionale, per ragioni che investono sia la scelta dei materiali sia la fruibilità collettiva:

1. Sradicamento della memoria materiale: La sostituzione della storica pavimentazione in mattoni con il ghiaino lavato annulla il legame visivo e culturale con l'antica tradizione della fornace. Il risultato è l'omologazione di uno scorcio storico a formule standardizzate, tipiche di una lottizzazione contemporanea di periferia.

2. Incongruenza del rivestimento in corten: L’impiego dell’acciaio corten per rivestire la seduta dell'aiuola, inserito a ridosso di murature antiche e case storiche, appare come un paradosso teorico se giustificato come scelta "storicizzante". Oltre al discutibile impatto estetico, tale materiale azzera la funzione stessa della struttura: esposto agli agenti atmosferici e alle escursioni termiche stagionali, l'acciaio diventa inutilizzabile per i passanti a causa delle temperature estreme che raggiunge.

3. Privazione dello spazio pubblico e di aggregazione: L'eliminazione della seduta contrapposta, posta di fronte al capitello, priva la cittadinanza dell'unico punto di sosta, raccoglimento e contemplazione del manufatto sacro. Quello che era un piccolo luogo di aggregazione di quartiere è stato di fatto declassato a mero spartitraffico decorativo.

Risolvere una prolungata carenza di manutenzione ordinaria – che per decenni avrebbe richiesto investimenti minimi – attraverso la totale cancellazione del disegno originario non significa restituire decoro. Significa, purtroppo, impoverire il paesaggio urbano della sua memoria storica, sia recente che passata.

Mi auguro che questa riflessione possa stimolare un dibattito pubblico e spingere l'Amministrazione a riesaminare le scelte adottate. È ancora possibile intervenire per ripristinare quegli elementi di materialità (il mattone) e di reale fruibilità (le sedute) capaci di restituire alla comunità uno spazio autenticamente coerente, vivo e rispettoso della propria storia.

RingraziandoLa per lo spazio che vorrà concedere a questa segnalazione, porgo i miei più cordiali saluti.                         

                                                                                     Flavio Boscagin